Artemisia Lomi Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 14 giugno 1653)

Artemisia Gentileschi - La Morte Di Lucrezia

Figlia d’arte del celebre Orazio Gentileschi “alla quale egli imparò gli artificj della pintura, e particolarmente di ritrarre dal naturale, sicché buona riuscita ella fece, e molto bene portossi” (Giovanni Baglione biografo)

La settima puntata della nostra rubrica “Tra Arte e Musica”, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Culturale MEDEA, vede come protagonista una donna, Artemisia Lomi Gentileschi – La Morte di Lucrezia.

Figlia d’arte del maestro Orazio Gentileschi, amico e grande estimatore di Caravaggio, Artemisia mostra fin da bambina affinità e doti spiccate per la pittura. Fu probabilmente la precoce perdita della madre ad avvicinarla all’arte, gli insegnamenti del padre fecero il resto.

Da Firenze a Venezia, da Napoli a Londra Artemisia incontra gli stili dei maestri del tempo, intrattiene una particolare amicizia con Galileo Galilei con il quale terrà una fitta corrispondenza. L’amicizia con Anthony Van Dick e Caravaggio nel periodo romano, saranno per lei fonte di grande ispirazione. Uno spiacevole avvenimento, influenzerà lo stile della pittrice avvicinando le sue opere al tema della sofferenza.

Lo studio anatomico dei corpi è totalmente ispirato a Caravaggio, molti dei suoi quadri, riportano elementi riscontrabili nelle opere dell’amico paterno. La grazia, la bellezza, i tratti gentili, le ricche vesti e i panneggi barocchi, fanno di Artemisia la gentile mano femminile del barocco. Le sue opere sono capolavori indiscussi della storia dell’arte.

“Questa femina, come è piaciuto a Dio, havendola drizzata nelle professione della pittura in tre anni si è talmente appraticata che posso adir de dire che hoggi non ci sia pare a lei, havendo per sin adesso fatte opere che forse i prencipali maestri di questa professione non arrivano al suo sapere” (Giovanni Baglione biografo)

In chiusura di puntata troverete Nikos Angelis (giovanissimo controtenore) G.F. Händel, Rinaldo “Lascia ch’io pianga”.

Ringraziamo l’Associazione Culturale MEDEA, per la collaborazione.

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