Comunicare: centri provinciali di media educazione

Come nasce e con quali obiettivi il vostro progetto “Comun.I.care”?

Il progetto Comun I Care nasce dall’incontro tra l’esperienza con i laboratori di radiofonia in varie realtà sociali e la riflessione sulle più ampie necessità e possibilità educative della realtà territoriale circostante. Gli obiettivi a breve termine coinvolgono il coinvolgimento e la sensibilizzazione immediata della fascia giovanile alle problematiche interpretative evidenziate dalla odierna comunicazione nelle sue molteplici forme. Verrà posto l’accento su un utilizzo più critico e consapevole degli svariati strumenti messi a disposizione, nella consapevolezza che l’apporto educativo dovrà passare attraverso l’analisi e la comprensione del flusso comunicativo a cui i ragazzi, ma anche tutta la famiglia, giornalmente sono esposti. Questa sensibilità flessibile, a lungo termine, sarà favorita dall’utilizzo di un approccio creativo e sarà potenziata dalle relazioni instauratesi nell’ambiente del gruppo di lavoro

Due sono i progetti che ci prefiggiamo di realizzare:

“Comun.I.care: la famiglia al centro della Media Education” promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno avrà come centro delle attività GROTTAMMARE e l’ambito territoriale sociale 21.

“Comun-I-C@are”, promosso dalla Regione Marche, Assessorato alle Politiche Giovanili, avrà come centro principale ASCOLI PICENO ma in realtà alcune attività verranno realizzate negli ambiti sociali territoriali 22 (comunità montana) e 23 (vallata del Tronto).

 

Un centro di media educazione: cosa significa concretamente e a chi è rivolto?

GROTTAMMARE – Per lo più i corsi proposti si svolgeranno all’interno del DepArt struttura comunale messa a disposizione dall’amministrazione di Grottammare  partner istituzionale del progetto, fatta eccezione di alcuni incontri che avverranno all’Interno delle scuole aderenti al progetto e in altre location adatte alle necessità delle attività proposte. Ci rivolgiamo veramente a tutte le fascie d’età: per gli anziani sono previsti corsi mattutini, ai ragazzi è dedicata invece la fascia pomeridiana,  mentre per i genitori interessati sono previsti degli incontri serali. Per maggiori informazioni sui corsi promossi rimando a seguirci sul sito www.progettocomunicare.org su quello dell’associazione www.radioincredibile.com e su tutti i nostri canali social.

 

ASCOLI PICENO – I laboratori di gruppo gratuiti del centro di media educazione sono rivolti ai giovani dai 18 ai 35 anni senza immediate limitazioni. Il centro sarà “itinerante” perché non avrà una sede ufficiale ma vedrà nella Casa della Gioventù di Ascoli Piceno la struttura ospitante, in un clima di condivisione degli spazi e degli strumenti.  Quest’ultimi, nel loro utilizzo, sono un pretesto, un’occasionalità materiale per articolare al meglio un contesto media educativo senza legarlo in maniera indissolubile all’aspetto materiale. La media-educazione, infatti, sfrutta la forza e l’immediatezza dei mezzi di comunicazione contemporanei con l’obiettivo di educare ai media attraverso i media stessi suggerendo nuove strategie e indicando, senza mai forzarlo, un utilizzo non più solo tecnico o tecnologico di uno strumento ma sempre più creativo e volto a fornire nuove chiavi di lettura della realtà . Questa è quindi la particolarità della sfida educativa che qui è in gioco: laddove i mezzi di comunicazione concentrano le loro caratteristiche nella virtualità, nel bisogno di individualismo, nel tecnicismo fine a se stesso, nell’immediatezza delle immagini e nella violenza dei simboli, le interpretazioni passeranno attraverso una nuova e più consapevole flessibilità espressiva, inquadrata nel contesto di una collaborazione produttiva e collettiva e legata alle situazioni concrete del territorio in cui viviamo, la cui identità e apertura al mondo non va lasciata da parte.


Perché, secondo la vostra esperienza, è così importante educare ai media e alla nuova comunicazione – anche e soprattutto tecnologica – le nuove generazioni (e non solo)?

Le nuove generazioni e il mondo in cui vivono necessitano di una alfabetizzazione di base rivolta ad una riflessione più profonda circa la presenza ormai imprescindibile dei mezzi di comunicazione nella vita delle persone. Essi non sono più semplici strumenti di lettura o di ampliamento degli orizzonti, ma arrivano ormai a determinare  identità, significati e riferimenti del mondo reale stesso. Per questo motivo, è utile educare ad un rapporto con essi che si strutturi secondo una buona e semplice pratica, nella consapevolezza che, come sempre, la negatività o la positività di un mezzo siano determinate dalle modalità suo utilizzo. Lo strumento (la radio, il disegno, il video, le foto, il computer, il giornalismo…) deve essere un punto di partenza, un contenitore con enormi e vastissime potenzialità che non faccia esaurire il suo apporto  nell’esplorazione delle sue possibilità realizzative ma che permetta un riposizionamento dell’esperienza educativa a partire dalla creatività e dalla fantasia del soggetto. Il tutto, ovviamente, partendo dal presupposto che queste capacità espressive ed elaborative, una volta affinate, non rimangano sospese in un contesto di individualistica autoreferenzialità ma siano convogliate ed esposte in una elaborazione collettiva.

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