Good News, la puntata 0 della rubrica dedicata alle Buone Notizie

good news

Giovedì 1 Marzo è andata in onda live la prima puntata di Good News, presso Bottega del Terzo Settore.

A condurla Chiara Lanciotti. Rileggiamo e ascoltiamo queste prime buone notizie

Le buone notizie fanno bene alla salute.

Vivere nel terzo millennio, di questi tempi, diciamocelo pure non sempre entusiasmanti, ogni tanto riserva qualche soddisfazione.

In particolare a coloro che, indomiti sognatori, cercano di trovare una valenza scientifica ai moti dell’anima.

Ci provò la filosofia dei greci 2600 anni fa, quando si chiese quale fosse la sostanza delle cose.

L’eco di questa domanda giunse fino alla poesia del 1500 da cui arrivò un’illustre risposta: “noi siamo fatti della stessa materia dei sogni!”

Non più di un secolo dopo fu scoperta l’esistenza delle cellule. E la realtà assunse una forma nuova.

Meravigliosa, entusiasmante. Ma ci fu lo sconquasso.

Scienza e rigore oppure arte ed emozione.

Bisognava scegliere.

Nessun compromesso.

L’intelligenza emotiva fu sacrificata per tanto tempo sull’altare della logica.

E fu così che per promuovere una comunicazione oggettiva ed imparziale, fu negato all’emozione il suo ruolo fondamentale. Permeare il racconto delle vicende umane del senso stesso dell’umanità.   

Ci sono voluti secoli prima che alle cellule fosse restituita la dignità di un’anima.

C’è voluta la neuroscienza ad insegnarci che anche le cellule hanno una memoria.

E che la memoria esalta l’intelligenza facendo dell’essere umano una specie dotata di una capacità singolare, la capacità di farsi prossimo.

E farsi prossimo ci ricorda che siamo più di quello che noi stessi ci raccontiamo. E raccontarci delle belle storie, ci fa stare bene.

Ma le buone notizie sono davvero poche, o invece ci sembrano sempre poche?

Nei manuali di giornalismo spesso si legge che i fatti positivi difficilmente diventeranno notizia. Il motivo è semplice, sembra che ai lettori o agli spettatori non interessino. Anzi, peggio, le buone notizie sono bollate come “noiose”.

Noi di Radio Incredibile, invece, ci siamo messi in testa di diffondere solo buone notizie.

Per noi una buona notizia può essere l’iniziativa di un disoccupato di creare lavoro mettendo insieme domanda e offerta o la mobilitazione di tanti sindaci contro il gioco d’azzardo.

Le troveremo per voi e ve le regaleremo di settimana in settimana.

Good News sarà un notiziario Itinerante, perché le notizie belle devono girare.
Good News sarà un notiziario partecipato, di tante voci, perché le notizie belle hanno mille voci, mille occhi e mille cuori.

Good News partirà dalle Marche per espandersi in tutto il globo.

[Notizia 1]

Ma partiamo proprio da San Benedetto del Tronto dove la solidarietà ha le forme più inaspettate. Da cinque anni i ragazzi dell’Ipsia Antonio Guastaferro di San Benedetto del Tronto offrono le protesi dentarie realizzate durante le esercitazioni scolastiche allo studio odontoiatrico gestito dai volontari della Caritas di San Benedetto.

Un progetto al quale partecipano, oltre alla scuola e alla Caritas, anche l’associazione degli odontotecnici delle Marche e una società privata, la Ruthinium, che dona le resine necessarie alle operazioni. Il lavoro dei ragazzi – al quale partecipano gli odontotecnici dell’associazione – viene “contabilizzato” nelle 400 ore che gli allievi delle terze, quarte e quinte fanno nell’ambito della cosiddetta alternanza scuola-lavoro.

[Notizia 2]

Da San Benedetto a Roma, dove un videogioco sta aiutando dei bambini a guarire. Ogni anno vengono diagnosticati circa 300 mila casi di cancro infantile, Otto piccoli pazienti su dieci riescono a salvarsi grazie a cure ad hoc. Di certo una buona notizia che non deve però far mai abbassare le difese, visti i tanti rischi di recidive.

Valentino Megale, phd (dottorando) in neurofarmacologia, ha ideato «un videogioco in grado di ridurre ansia e dolore nei bambini malati di cancro, grazie alla realtà virtuale» racconta. La sua start up si chiama «Tommi» e ha vinto il premio Healthcare Challenge di Pfizer durante Frontiers Health a Berlino, una due giorni dove le migliori start up d’Europa del settore farmaceutico e biotech si sono date appuntamento per tentare di porre rimedio alle gravi malattie che affliggono il mondo.

[Notizia 3 ]

Spostiamoci in Toscana  e più precisamente a Empoli dove alcuni volontari hanno deciso di creare il “Progetto pranzo insieme”. Un team di cuochi e un gran numero di nonni, con tanta voglia di condividere storie e momenti della propria vita, che ogni giorno si alternano ai fornelli.

Ogni mattina si va a fare la spesa, poi i preparativi e infine il pranzo. Al quale si può partecipare pagando la cifra simbolica di 3,50 euro per ogni pasto. Altrettanto importante è il lavoro dei cuochi, tutti volontari. E per qualcuno è anche un occasione per imparare qualcosa di nuovo. Come Rosanna Grappi, 70 anni e una vita spesa a fare dolci o Alessandro Bicchierai che a 86 anni, e con un passato da macellaio, adesso si diverte a cucinare beato tra le donne.

Niente menu fisso né avanzi del giorno prima: “Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, i cuochi scelgono tra le offerte cosa cucinare, utilizzando la propria fantasia e cercando di non essere ripetitivi”, spiega Camilla Cerbone, presidente Auser, sottolineando che “non si tratta di persone con difficoltà economiche ma semplicemente di anziani che vogliono stare in compagnia”.

 

 

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