Afghanistan, attacco ai militari italiani

Afghanistan, attacco ai militari italiani Uccisi sei parà della Folgore, 4 feriti

 KABUL – Attacco ai militari italiani in Afghanistan. Sulla strada per l’aeroporto di Kabul, un’autobomba è esplosa contro due blindati italiani Lince. Sei paracadutisti della Folgore sono morti: un’auto carica di esplosivo si è lanciata contro il primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri quattro sono rimasti feriti gravemente. Appartenevano al 186esimo Reggimento Paracadutisti di stanza a Pisa: quattro caporal maggiore; un sergente maggiore, e il tenente che comandava i due blindati. Tra loro Matteo Mureddu, che viveva in Sardegna a Solarussa, in provincia di Oristano. Una delle vittime eraappena scesa dall’aereo a Kabul di rientro dalla licenza e con i commilitoni stava andando al quartier generale del contingente. Morti si contano anche tra i civili: almeno dieci e oltre 50 i feriti.

Un cratere sull’asfalto. Decine di veicoli hanno preso fuoco. Sull’asfalto della strada, l’esplosione, ha provocato un cratere profondo quasi un metro. Nelle immagini di una tv locale si vede un mezzo militare italiano danneggiato, con le lamiere annerite dal fuoco, accanto al quale soldati italiani stendono un telo sul corpo di un collega morto.

I Taliban rivendicano l’attentato. L’attentato è stato rivendicato dai Taliban: “E’ stata un’autobomba – ha detto al telefono alle autorità locali un portavoce dei terroristi. “Soldati italiani sono stati uccisi e i loro mezzi sono stati distrutti”.

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La Russa: “L’Italia resterà in Afghanistan”. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, al Senato, ha informato il Parlamento ribadendo che quest’ultimo attentato non cambierà la strategia del governo: “Infami e vigliacchi non ci fermeranno. In accordo con le istituzioni internazionali questa missione continuera”. Parole confermate anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini: “Dobbiamo restare per dimostrare che l’orgoglio dell’Italia è sempre alto”.

Sulla strada per l’aeroporto. L’esplosione è avvenuta nel centro della capitale, all’altezza della “rotonda di Massud”, un incrocio stradale rallentato da check point che controllano il traffico verso l’aeroporto, il comando Nato Isaf e l’ambasciata americana. I due blindati italiani scortavano un veicolo quando sono stati investiti dalla Toyota bianca imbottita di esplosivo.

Due parà appena arrivati dalla licenza. I due blindati Lince, dall’aeroporto stavano rientrando al quartier generale del contingente in compagnia dei commilitoni appena sbarcati dall’aereo che li aveva riportati in Afghanistan dopo una licenza. Cristina Balotelli, giornalista di Radio24-Il Sole 24 Ore, era appena arrivata all’aeroporto di Kabul, sullo stesso volo sul quale avevano viaggiato due dei soldati coinvolti nell’attentato. All’uscita dallo scalo c’erano i paracadutisti. “Ci hanno detto: adesso portiamo i nostri al quartier generale. Poi torniamo indietro e veniamo a riprendervi. Stavamo caricando i bagagli in un container – ricorda la reporter – quando abbiamo sentito il rumore sordo di un’esplosione in lontananza e abbiamo visto alzarsi una colonna di fumo verso il cielo”.

Sei anni fa, Nassiriya. Quello di Kabul è il più grave attentato subito dalle truppe italiane dalla strage di Nassiriya, in Iraq, del 12 novembre 2003. Nell’esplosione di un camion-cisterna davanti alla base italiana Msu dei Carabinieri, ci furono 28 morti, 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell’Esercito e due civili di una troupe che girava un documentario), e 9 iracheni.

Karzai: “Nessun broglio”. L’attentato suicida è avvenuto pochi minuti dopo che il presidente Karzai aveva concluso una conferenza stampa al palazzo presidenziale dedicata ai risultati delle elezioni annunciati ieri pomeriggio dalla Commissione elettorale afgana. Karzai (che ha definito l’attentato alle truppe italiane ”barbarico” e ”anti-islamico”), ha contestato le obiezioni fatte dagli osservatori dell’Unione europea secondo cui potrebbero esserci brogli su quasi 2 milioni di voti. “Credo fermamente alla regolarità delle elezioni presidenziali, malgrado le accuse di brogli”, ha detto Karzai incontrando la stampa. “Se brogli ci sono stati – ha concluso – devono essere accertati, ma comunque non sono stati estesi come denunciato”. Un’inchiesta accerterà la regolarità delle votazioni che hanno assegnato a
Karzai il 54,6% dei consensi contro il 27,8% dello sfidante Abdullah Abdullah. Nel frattempo, la proclamazione del nuovo presidente dell’Afghanistan resta congelata.

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