
Per un weekend Ascoli Piceno ha cambiato pelle.
Tra le piazze di travertino, i chiostri medievali e le vie del centro storico hanno preso vita cavalieri, illustratori, fumettisti, cosplayer, game designer, divulgatori e migliaia di appassionati arrivati da tutta Italia per partecipare ad Ascoli Comics & Games 2026.
Ma ridurre l’evento a una semplice fiera del fumetto sarebbe un errore. Quello che abbiamo raccontato nei nostri podcast è molto di più: una comunità creativa che cresce, un territorio che si reinventa e una cultura pop che diventa occasione di incontro, formazione e sviluppo.
Le Marche diventano fantasy
Uno dei progetti più affascinanti incontrati durante la manifestazione è senza dubbio Kemar, una vera e propria reinterpretazione fantasy delle Marche.
Nato dopo il terremoto del 2016, il progetto ideato da Gregorio Antonuzzo ha trasformato luoghi reali in scenari epici: Camerino diventa la Città di Incudine, il Lago di Pilato si trasforma nella Porta degli Immortali e le montagne marchigiane diventano il teatro di avventure popolate da nani, orchi e guerrieri.
Kemar non è soltanto una saga letteraria. È un ecosistema culturale che comprende libri, giochi da tavolo, laboratori, eventi medievali e attività didattiche. Un esempio concreto di come il fantasy possa diventare strumento di valorizzazione territoriale.
L’Artist Alley: dove nascono le storie
Passeggiando nell’Artist Alley si percepisce immediatamente il cuore pulsante della manifestazione.
Qui incontriamo giovani autori, illustratori professionisti, collettivi indipendenti e studenti che stanno muovendo i primi passi nel settore.
C’è chi realizza guide turistiche per bambini utilizzando personaggi ispirati alle olive ascolane e ai cremini, chi sperimenta fumetti underground influenzati dalla scuola americana, chi racconta mondi fantascientifici attraverso webcomic e chi trasforma giacche di jeans in vere opere d’arte.
Collettivi come Gli Schizzati e Rox Gallery dimostrano che la collaborazione tra artisti è ancora una delle strade più efficaci per costruire progetti innovativi e indipendenti.
Dai fumetti Marvel alle nuove generazioni
Ascoli Comics & Games non è soltanto una vetrina per gli esordienti.
Tra gli ospiti abbiamo incontrato professionisti che lavorano per le più importanti case editrici internazionali.
Le testimonianze di autrici come Elena Casagrande e Valentina Pinti raccontano una realtà spesso poco conosciuta: dietro le copertine Marvel e i grandi successi editoriali si nascondono anni di studio, assistentati, portfolio mostrati alle fiere e una lunga gavetta.
Il messaggio che emerge è chiaro: il talento è importante, ma servono costanza, pazienza e una continua voglia di migliorarsi.
Accanto a loro troviamo una nuova generazione di artisti che sta cercando il proprio spazio nel mercato, tra autoproduzioni, social network e nuove forme di distribuzione digitale.
L’intelligenza artificiale e il futuro del disegno
Uno dei temi più discussi durante l’evento riguarda il rapporto tra creatività e tecnologia.
L’intelligenza artificiale è entrata prepotentemente nel dibattito artistico e molti autori la osservano con curiosità ma anche con preoccupazione.
Le opinioni raccolte convergono su un punto: gli strumenti cambiano, ma ciò che rende unica un’opera resta l’esperienza umana.
L’emozione, l’errore, l’intuizione e la sensibilità di un artista sono ancora elementi difficili da replicare.
Per questo motivo molti professionisti continuano ad affiancare il digitale alle tecniche tradizionali come acquerello, inchiostro e matita, mantenendo vivo un patrimonio artigianale che rappresenta l’anima stessa del fumetto.
Giocare, raccontare, condividere
L’evento non si limita al fumetto.
I giochi da tavolo, il gioco di ruolo, il cosplay e la cultura nerd diventano strumenti per creare relazioni e comunità.
Ascoli Comics & Games dimostra come il gioco possa essere un linguaggio universale capace di unire generazioni diverse e trasformare il centro storico di una città in uno spazio di incontro.
Accanto agli espositori e agli artisti trovano spazio associazioni culturali, gruppi di rievocazione storica, divulgatori e realtà associative che lavorano tutto l’anno sul territorio.
Dal passato al futuro
Tra le realtà più sorprendenti incontrate c’è l’associazione Epica, che attraverso la rievocazione storica e l’archeologia sperimentale riporta in vita il mondo romano.
Armature, tecniche di combattimento e ricostruzioni storiche diventano strumenti per comprendere meglio il passato e raccontarlo alle nuove generazioni.
Un approccio che si sposa perfettamente con lo spirito della manifestazione: utilizzare la passione come veicolo di conoscenza.
Una città che crede nella cultura pop
Forse il vero successo di Ascoli Comics & Games è proprio questo.
La capacità di mettere insieme istituzioni, commercianti, associazioni, artisti e appassionati in un unico grande progetto.
Il centro storico non fa da semplice sfondo all’evento: ne diventa protagonista.
Le piazze si trasformano in scenografie, i chiostri diventano sale gioco, i negozi accolgono laboratori e mostre, mentre nuovi spazi come Starship e Gametime contribuiscono a creare una rete permanente dedicata alla cultura nerd e creativa.
Molto più di una fiera
Ascoli Comics & Games 2026 ci lascia una sensazione precisa: la cultura pop è ormai parte integrante del patrimonio culturale contemporaneo.
Dietro ogni fumetto, ogni cosplay, ogni gioco da tavolo e ogni illustrazione c’è una comunità fatta di persone che studiano, lavorano, collaborano e costruiscono opportunità.
E forse il vero superpotere raccontato durante questa edizione non è quello degli eroi dei fumetti.
È la capacità di immaginare qualcosa che ancora non esiste e trovare il coraggio di realizzarlo.