Mar
2026
Biblioteca della Memoria | Episodio 3 – “Il Musichiere in piazza”

Prima della televisione in ogni casa, c’era la piazza.
E bastava quella.
Mirko Gardoni, classe 1949, racconta una Camerata Picena piena di voci, di idee e di ragazzi che non aspettavano l’intrattenimento: se lo inventavano.
Nasce così il Musichiere di Camerata.
Un gioco ispirato alla televisione, ma completamente reinventato.
Una fisarmonica al posto dell’orchestra, una scatola appesa al muro come cassaforte, e un presentatore tutto locale.
Si gioca, si ride, si compete.
E quando qualcuno vince — spesso Mirko o Raimondo — viene portato in trionfo a spalla per tutta la piazza.
Come un campione vero.
Ma non è solo gioco.
C’è la scuola, con la maestrina che arriva da lontano e i ragazzi che scendono ad aspettarla, uno alla volta pronti a spingerle la bicicletta su per la salita.
Un gesto semplice, ma pieno di rispetto.
E poi la natura.
Il Fosso di Belegni: acqua, rane, un ponticello di legno.
Un piccolo mondo che per i bambini era tutto.
Un mondo che oggi non esiste più, trasformato, cambiato, dimenticato.
Eppure qualcosa resta.
Il teatro improvvisato, le compagnie che arrivano con i carrozzoni, le serate in cui si piange per una storia e si ride subito dopo, magari con qualcuno vestito da Rita Pavone a ballare il twist.
E poi arriva lui: il transistor.
Piccolo, portatile, rivoluzionario.
Dieci ragazzi intorno a una radio, la domenica pomeriggio, lungo una strada qualsiasi.
Ascoltano Tutto il calcio minuto per minuto, discutono, si accendono.
È molto più di una partita: è un modo di stare insieme.
Perché in quel tempo lì, con poco si faceva tutto.
E soprattutto, si faceva insieme.