Nel settimo episodio del nostro viaggio a Lucca Comics & Games 2025 ci spostiamo nell’area IMT, dove la scienza smette di essere solo teoria e diventa… gioco da tavolo.
Qui due ricercatori dell’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Andrea e Lorenzo, presentano al pubblico una delle iniziative più sorprendenti dell’intera fiera: Neutrino Chess e I primi 20 minuti, due giochi da tavolo progettati da fisici di professione per raccontare — attraverso pedine, dadi e strategie — alcune delle idee più complesse della fisica moderna.
Non una lezione frontale, non un seminario tecnico:
🎲 un modo nuovo, giocoso e intuitivo per far nascere curiosità.
Neutrino Chess – Le pedine che cambiano identità
Il primo prototipo è un gioco astratto, a metà tra scacchi e dama, che prende ispirazione dal comportamento dei neutrini, le particelle più sfuggenti dell’universo.
Qui le pedine non rimangono uguali: cambiano “sapore” durante la partita — esattamente come i neutrini oscillano mentre viaggiano attraverso lo spazio.
Un colpo di scena continuo, che costringe i giocatori a ripensare strategie e gerarchie, mostrando in modo immediato l’idea che in fisica alcune particelle non sono mai davvero “ferme” nella loro identità.
L’obiettivo non è spiegare formule.
È lasciare una scintilla: “i neutrini esistono, e cambiano mentre viaggiano”.
I primi 20 minuti – Gestire il caos del Big Bang
Il secondo gioco è un gestionale competitivo che ricostruisce gli istanti iniziali dell’universo: i primi 20 minuti dopo il Big Bang, quelli in cui nacquero i primi nuclei di Elio.
Qui i giocatori manipolano quark, protoni, neutroni e antiparticelle, seguendo regole ispirate alla cromodinamica quantistica.
Dadi, risorse, fasi di gioco diverse (universo caldo → universo dominato dalla materia): una simulazione che trasforma concetti cosmologici complessi in un’esperienza divertente e comprensibile.
Non serve sapere cos’è un diagramma di Feynman:
serve solo voler capire come da un mare di energia è nato tutto ciò che conosciamo.
Perché la scienza gioca
I ricercatori lo spiegano chiaramente:
“L’importante non è spiegare equazioni, ma far passare un concetto. E il gioco fissa le idee più di una lezione.”
Il pubblico delle fiere, le scuole, gli studenti curiosi: il gioco diventa una porta d’ingresso verso mondi complessi senza semplificazioni sbagliate, ma con meccaniche intuitive e memorabili.
Dai laboratori INFN ai tavoli delle scuole
Questi progetti nascono come hobby “parallelo” alla ricerca scientifica, ma grazie al sostegno dell’INFN stanno crescendo rapidamente.
I prototipi viaggiano tra conferenze, workshop e fiere, e alcuni — soprattutto I primi 20 minuti — sono ormai pronti per una futura produzione vera e propria.
La prospettiva è chiara:
📌 portare questi giochi nelle scuole come strumenti educativi innovativi.
📌 e, a lungo termine, commercializzarli per renderli accessibili a tutti.
Un episodio che unisce scienza, creatività e passione
In un Lucca Comics che celebra fantasia e narrazione, questi giochi ci ricordano che la scienza non è distante, difficile o inaccessibile: è un racconto potente, che può essere giocato, vissuto, immaginato.
E che anche particelle invisibili e i primi istanti dell’universo possono diventare… divertenti.